Ci sono due occasioni per pubblicare un articolo sulla storia ferroviaria di Zurigo. Innanzitutto, il 30 ottobre ci incontreremo a Zurigo per una conferenza di Werner Hardmeier e con la presente desideriamo richiamare nuovamente l’attenzione su questo evento.
Inoltre, a Zurigo circolano attualmente ancora gli ultimi tram 2000 (carrozze trainate da pony), ad esempio sulla linea 7. Potreste approfittarne ancora una volta il 30 ottobre, prima della conferenza serale!
Proprio come oggi, anche circa 50 anni fa si è verificato un avvicendamento generazionale dei tram: i già citati tram 2000 sono stati consegnati e i Be 4/4 della serie 1500, detti «Pedaler», sono scomparsi gradualmente. Le immagini risalgono agli anni dal 1974 al 1978, quando i «Pedaler» circolavano da soli sulle linee 6, 8 e 15 e con rimorchio sulla linea pianeggiante 4.
I «Pedaler» (e i «Kurbeli») furono i primi rappresentanti di una nuova e moderna generazione di tram con carrozzerie autoportanti in alluminio, che in forma simile furono acquistati da molte altre città come «carrozze standard svizzere». La prima serie (dal 1501 al 1518) fu realizzata tra il 1941 e il 1946 presso SWS e BBC (1506-1508 SIG). Seguirono nel 1949 i tram 1551 e 1552, che, a differenza degli altri, furono dotati di un impianto elettrico più potente della MFO. La seconda serie, dal 1519 al 1550, fu prodotta tra il 1949 e il 1952 e fu anch’essa dotata di motori di trazione più potenti. Ciò spiega perché sulla ripida linea 6 e sulla linea 4 con rimorchio circolassero esclusivamente veicoli di questa serie.
Le immagini di questa storia ferroviaria non sono però solo documenti relativi a questa serie di tram, ma mostrano anche scene ed edifici di tempi ormai lontani…
Cominciamo con la linea 6, che dalla stazione centrale porta alla chiesa di Fluntern e, nei fine settimana, fino allo zoo. Su questa linea circolavano per lo più i Be 4/4 1530… 1536, 1551 e 1552. Come anello di inversione presso la stazione centrale fungevano i binari di stazionamento nella Gessnerallee e il collegamento a binario unico presso il Globus che conduceva alla Bahnhofstrasse. Il 19 maggio 1974, in via eccezionale, il Be 4/4 1522 è in servizio sulla linea 6. Sta imboccando il deposito presso la stazione centrale. La stazione centrale è ancora chiusa da un muro e il binario aggiuntivo (l’odierno binario 3) non esiste ancora. 19.05.1974 Foto: © Edi Meier, Bülach
Tutti e tre i binari del deposito di Gessnerallee lungo la Sihl sono occupati. Il Be 4/4 1534 è regolarmente in servizio sulla linea 6 e attende l’inizio del prossimo giro. Il Be 2/2 1016, soprannominato «il 6 dorato», si concede una pausa durante la sua corsa straordinaria. Fino a poco tempo prima era in servizio sulla linea 6 come uno degli ultimi tram a due assi. Il Be 4/4 1539 + B … della linea 4 è un ospite piuttosto insolito alla Gessnerallee. Nonostante la data sospetta, non si trattava di un pesce d’aprile, ma piuttosto della conseguenza di un’irregolarità sulla linea principale. 01.04.1975 Foto: © Edi Meier, Bülach
Il 23.12.1976 il Be 4/4 1552, uno dei due tram MFO, attraversa il ponte della stazione con la «struttura provvisoria del Globus». Dopo che il Globus si era trasferito nel suo nuovo edificio vicino alla Bahnhofstrasse, la poco amata struttura provvisoria non scomparve, ma fu occupata dalla LVZ (Lebensmittelverein Zürich). Quest’ultima è poi confluita nella COOP e la «brutta» struttura provvisoria è diventata un edificio sottoposto a tutela del patrimonio culturale, che a breve sarà sottoposto a un ampio intervento di ristrutturazione e che ospita tuttora la COOP. 23.12.1976 Foto: © Edi Meier, Bülach
Il Be 4/4 1531 raggiunge la fermata di Voltastrasse. Un cartello della fermata con un piccolo orario e un cestino dei rifiuti, oltre a un distributore automatico di biglietti per tratte brevi o lunghe (all’epoca non c’era ancora più scelta), bastano come «arredo». Oggi la fermata è leggermente spostata, ma se guardo su Google Street View, la fila di case esiste ancora, anche se nel quartiere universitario non è rimasta praticamente pietra su pietra. 17.05.1977 Foto: © Edi Meier, Bülach
La linea 6 serve il Politecnico federale (ETH), l’Università e l’ospedale universitario ed è quindi molto affollata soprattutto nelle ore mattutine e serali. Una volta ho visto un tram in piena corsa con delle gambe incastrate nelle porte semichiuse. Oggi ciò verrebbe rilevato dai sistemi di monitoraggio e la corsa verrebbe bloccata…
Poco più in basso rispetto al Politecnico, il Be 4/4 1533 sale verso l’alto. Guardando la foto, mi ha colpito la vistosa Opel a sinistra del tram, in particolare la targa mi sembrava molto familiare… Non ho idea del perché all’epoca mi fossi recato in centro con l’auto di mio padre… Di certo non per fotografare i tram! 07.05.1977 Foto: © Edi Meier, Bülach
Il Be 4/4 1532 scende a valle in una soleggiata mattina di gennaio, poco sotto la famigerata curva Gloria. Il grande edificio classico dietro il «Sechser» è stato sostituito da una nuova costruzione. A sinistra, oggi, un enorme cantiere testimonierebbe la costruzione del nuovo ospedale universitario. E questa strada non sarebbe certo senza auto! 02.01.1977 Foto: © Edi Meier, Bülach
Il capolinea è ormai quasi raggiunto. Il Be 4/4 1530 sta per imboccare l’ansa terminale che gira attorno a un gruppo di case. Secondo Street View, tutte le case sono ancora in piedi, alcune con una nuova verniciatura. 17.05.1977 Foto: © Edi Meier, Bülach
Passiamo alla linea 8, che dall’Hardplatz raggiunge la Klusplatz attraverso percorsi tortuosi senza passare per la stazione centrale. Il Be 4/4 1509, appartenente alla prima serie con motore meno potente, attende il prossimo giro all’allora capolinea, la fermata Hardplatz. Da quando la linea 8 del tram è stata prolungata oltre l’Hardbrücke, l’Hardplatz ha assunto un aspetto completamente diverso. Gli edifici, invece, sono ancora tutti al loro posto. È sorprendente che sullo sfondo non si veda passare nessuna auto lungo la Hardstrasse, solitamente molto trafficata. 04.03.1975 Foto: © Edi Meier, Bülach
Lo stesso Be 4/4 1509 era di nuovo in servizio sulla linea 8 poco meno di 3 anni dopo e ha appena lasciato la fermata di Selnau per proseguire in direzione Paradeplatz – Bellevue – fino a Klusplatz. Qui, nei dintorni, tutto è cambiato. L’edificio sulla destra ha lasciato il posto al prestigioso edificio della nuova Borsa, che però è già stato destinato a un altro uso. Le baracche un po’ più indietro sono scomparse tutte. Qui il traffico di collegamento dalla stazione centrale all’uscita dell’autostrada sfreccia su due corsie. E, intravisto a sinistra, il capolinea di Selnau della SZU è stato sostituito da una stazione sotterranea e da nuovi edifici. Solo i quattro leoni su colonne sul ponte sopra la Sihl rimangono ancora stoicamente al loro posto… 09.02.1978 Foto: © Edi Meier, Bülach
Sì, questa è la trafficatissima Rämistrasse! Oggi questo punto fotografico è da dimenticare: in entrambe le direzioni il traffico è ogni giorno rallentato o addirittura bloccato… Il Be 4/41506, uno dei quattro tram costruiti dalla SIG, procede in direzione Bellevue. L’edificio dietro al tram esiste ancora, mentre la Gewerbebank Zürich è ormai storia. È stata trasformata in una banca privata. 24.10.1978 Foto: © Edi Meier, Bülach
Il Be 4/4 1509 (scusate: ancora lui) lascia il ponte Quaibrücke e posa davanti all’imbarcadero. È seguito da un tandem fiammante della linea Tram 2000. La loro verniciatura è ancora bianca fino al bordo del tetto. Solo in seguito è stata aggiunta la sottile striscia blu sul bordo del tetto. Non riuscivo quasi a crederci guardando le foto: questa strada senza auto che disturbano… 09.02.1978 Foto: © Edi Meier, Bülach
Il Be 4/4 1507 (anch’esso uno dei tram SIG) lascia il ponte Quaibrücke il 09/02/1978 ed entra nella fermata Bellevue. Sul ponte non ci sono né auto in coda, né i prossimi 1 o 2 tram… Già allora era piuttosto snervante scattare buone foto dei tram, ma rispetto ad oggi erano condizioni paradisiache! 09.02.1978 Foto: © Edi Meier, Bülach
Passiamo alla linea 15, che collegava la stazione di Oerlikon a Klusplatz. Qui il Be 4/4 1524 entra nella piazza davanti alla stazione di Stadelhofen. L’edificio è stato demolito pochi anni fa dopo una lunga controversia e oggi in quel punto sorge un imponente edificio progettato dal famoso architetto Calatrava. Stadelhofen, 17.02.1976 Foto: © Edi Meier, Bülach
Il Be 4/4 1526 ha appena incrociato il suo collega Be 4/4 1522 sul Limmatquai. In questa giornata nebbiosa prima di Natale, le torri di St. Peter e del Fraumünster sono visibili solo vagamente. Gli edifici sulla Schipfe, compreso l’edificio frontale che ospita l’Heimatwerk, sono rimasti intatti. Se non sbaglio, persino le decorazioni natalizie sugli parapetti che si affacciano sulla Limmat sono rimaste immutate… Zurigo, Limmatquai presso la stazione Central 23.12.1976 Foto: © Edi Meier, Bülach
Ho annotato «Zurigo Haldenegg». Dopo una lunga ricerca su Google Street View, ho trovato il punto proprio sopra l’attuale fermata. L’edificio sulla destra, che sembra nuovo, con l’Hotel Astor, non esiste più. Il muro di pietra, invece, è ancora visibile, ma senza gli alberi ad alto fusto, motivo per cui gli edifici più vecchi tornano ad essere visibili. Il marciapiede a sinistra è nettamente più largo e la strada e i binari del tram si dividono lo spazio. In questo modo a nessuno viene in mente di parcheggiare, per cui il cartello di divieto è stato rimosso. Be 4/4 1521 sulla linea 15 e, sullo sfondo, una doppia trazione Mirage della linea 7. 02.01.1977 Foto: © Edi Meier, Bülach
Rimane ancora la linea 4 dall’Hardturm a Tiefenbrunnen con servizio di rimorchio. Il 23.12.1976 il Be 4/4 1545 + B 765 ha lasciato il Central e si dirige verso il lago. In assenza di pendenze significative, i Be 4/4 più potenti della seconda serie potevano trainare un vagone rimorchiato B. Dietro il vagone B spunta il caratteristico muso di un furgone per il trasporto pacchi della PTT (come si chiamava allora la Posta). Tra poco supererà la postazione della polizia stradale, che cercava di incanalare auto e pedoni in modo ordinato. Zurigo, Limmatquai presso la stazione Central 23.12.1976 Foto: © Edi Meier, Bülach
Un classico soggetto fotografico ancora oggi realizzabile: le sedi delle corporazioni (Zur Haue, Zum Rüden) e il Grossmünster sul Limmatquai. In primo piano a destra: l’Helmhaus con la Wasserkirche. Solo il tram è cambiato: oggi la rete ferroviaria è dominata da Flexity e Cobra al posto dei tram a pedali… In primo piano il Be 4/4 1539 + B 759 della linea 4 seguito da un altro tram a pedali della linea 15 (anche nell’inquadratura ravvicinata non si vede alcun numero…) 27.01.1978 Foto: © Edi Meier, Bülach
I cantieri non sono un bel soggetto fotografico. Hanno però un vantaggio decisivo: ci sono molte meno auto… Non solo il Be 4/4 1522 + B 768? sulla linea 4 è ormai storia, ma anche il grande magazzino ABM (au bon marché; popolarmente chiamato in modo scherzoso «alles billigä Mischt»), il Foto Hobby Markt e, presumibilmente, a breve anche il cinema Corso (sono ancora in corso trattative, soprattutto a causa del Festival del cinema di Zurigo). Tra l’altro, al piano superiore del Corso Haus si trovava l’appartamento zurighese del cantante Udo Jürgens. 17.02.1976 Foto: © Edi Meier, Bülach
Accanto al deposito di Escherwyssplatz, il 14.06.1977 sono parcheggiate diverse composizioni Be 4/4 serie 1500 + B. In prima fila si trovano il Be 4/4 1539 + B 739. Non solo i «Pedaleri» sono ormai storia, ma anche l’intera area del deposito è stata completamente riorganizzata. Gli edifici con i frontoni sono ancora in piedi perché sottoposti a tutela dei beni culturali, ma ad essi è stato annesso un nuovo edificio, sul cui tetto sorgono abitazioni. Foto: © Edi Meier, Bülach
La fine si avvicina: già nel 1978 bastavano piccoli urti perché i tram a pedali venissero ritirati dal servizio. Per il Be 4/4 1510, nel deposito di Kalkbreite è iniziata la demolizione. Il pantografo e l’indicatore di destinazione sono stati smontati. Accanto ad esso, il B 679 attende il proprio destino… E come oggi sappiamo: è sopravvissuto fino ad oggi come veicolo storico. L’edificio in mattoni del deposito di Kalkbreite, invece, è scomparso per far posto a un grande complesso edilizio. 21.04.1978 Foto: © Edi Meier, Bülach
Torniamo alle storie della ferrovia.